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Uno
Pubblicato nel 1991 per la piattaforma DOS, il gioco UNO ha tradotto il popolare gioco di carte della Mattel in un salotto digitale per famiglie dotate di un computer e di una predisposizione alla competizione. La presentazione privilegia la leggibilità rispetto allo spettacolo, utilizzando sprite squadrati e una palette cromatica sobria che ricorda più i primi titoli per PC che i moderni esperimenti arcade. L'area di gioco si concentra su un tavolo basso dove siedono quattro avatar, i cui turni vengono annunciati da un semplice segnale acustico. Le carte sono disposte in una colonna ordinata, con colori che risaltano su uno sfondo grigiastro, e le regole sono enunciate in modo sufficientemente chiaro da consentire ai giocatori occasionali di immergersi rapidamente e con disinvoltura.
La meccanica di gioco principale rispecchia fedelmente quella di una partita reale: si gioca una carta che corrisponde al colore o al numero, si pesca quando non c'è nulla di adatto e si cerca di scartare la propria mano prima degli altri. Le carte azione ravvivano la routine: saltare ferma un altro giocatore, invertire la direzione del mescolamento, pescare due mazzi punisce e la carta jolly cambia il colore. I partecipanti al computer vestono il loro comportamento con personalità, alcuni aggressivi e invadenti, altri pazienti e metodici. L'interfaccia supporta innanzitutto la navigazione tramite tastiera, con un'opzione mouse integrata per chi la preferisce, e un tutorial che chiarisce le regole del looping per i nuovi arrivati.
La grafica rimane modesta ma leggibile, con un font nitido e numeri leggibili che sopravvivono ai vincoli cromatici dell'epoca. Il sound design si basa su semplici bip e brevi melodie piuttosto che su un audio sfarzoso, ma si guadagna la sua reputazione come promemoria di chi è il turno e quando viene giocata una mossa decisiva. I tempi di caricamento sono brevi, un sollievo per i giocatori impazienti, e i suggerimenti a schermo evitano di forzare tutorial aggressivi. Il gioco supporta il gioco hotseat su una singola macchina, consentendo agli amici di scambiarsi di posto mentre si passano la tastiera, un rituale sociale che riflette la cultura del casual gaming dell'epoca in casa.
L'accoglienza all'epoca seguì un percorso familiare per i giochi da tavolo digitali: premesse solide, gioco accessibile e profondità a lungo termine limitata. UNO su DOS offriva un modo comodo per praticare l'etichetta sociale attorno a un tavolo da gioco senza versare inchiostro sul tappeto del soggiorno. I critici ne hanno notato l'affidabilità e il modo in cui ha mantenuto il ritmo familiare del passaggio di turno, mentre alcuni giocatori avrebbero desiderato un'IA più randomizzata o una vera opzione multigiocatore che andasse oltre la possibilità di alternare i posti. Col senno di poi, l'uscita segna un piccolo ma significativo punto di svolta nei primi giochi per PC, un promemoria del fatto che i classici giochi da tavolo adattati al computer avevano personalità.