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ShadowForce
ShadowForce arrivò su DOS nel 1994, offrendo un'avventura frenetica ambientata nella tarda Guerra Fredda, in cui agenti speciali danno la caccia a un prototipo rubato chiamato Shadow Force. Il giocatore impersona un agente addestrato, catapultato in vasti livelli tra fabbriche, strade e passaggi sotterranei, ognuno dei quali è caratterizzato da rapidi cambi di inquadratura e angolazioni della telecamera. La trama è esile, ma funziona come carburante, spingendo il giocatore in avanti ogni volta che scattano allarmi e arrivano rinforzi. L'atmosfera è cruda e il ritmo è incalzante.
I movimenti sono rapidi, con spostamenti laterali reattivi e salti precisi che permettono di schivare granate, ripararsi e schivare il fuoco nemico. Il combattimento si basa sia su scontri ravvicinati che su raffiche a distanza, quindi le battaglie raramente risultano monotone. Quando più nemici affollano lo schermo, il gioco richiede un posizionamento strategico: schiva, colpisci un bersaglio, poi riposizionati prima che i proiettili ti raggiungano. Gli scontri con i boss diventano più intensi restringendo i corridoi di movimento e costringendo a scegliere nuove armi. Anche su macchine meno potenti, la latenza dei comandi rimane sorprendentemente bassa durante le sequenze più frenetiche.
L'arsenale di armi si amplia man mano che si procede, passando dalle pistole a armi più pesanti, oltre a oggetti tattici come esplosivi a tempo e potenziamenti per l'armatura. Le aree segrete premiano i giocatori più curiosi, ricompensando la capacità di muoversi con attenzione negli angoli e la volontà di sperimentare con porte che altrimenti si sarebbero potute saltare. La gestione della salute è semplice, ma il ritmo di rigenerazione incoraggia a imparare gli schemi di attacco dei nemici piuttosto che a ripetere gli stessi errori. I power-up possono temporaneamente ribaltare le sorti degli scontri, ma non eliminano mai la necessità di un tempismo perfetto. I bonus di punteggio ottenuti collezionando oggetti spingono inoltre a esplorare ogni stanza nascosta.
Dal punto di vista grafico, ShadowForce si affida alla grafica in sprite e allo scrolling parallattico, conferendo profondità agli sfondi senza sovraccaricare i tipici computer 486 e i primi Pentium. I fotogrammi delle animazioni sono sufficientemente numerosi da segnalare gli impatti, mentre la scelta della palette di colori mantiene ben visibili fumo, scintille e bagliori di sparo. La musica si basa sulla sintesi FM, offrendo ritmi di batteria incalzanti e pulsazioni tese che si adattano al ritmo frenetico. Gli effetti sonori utilizzano colpi secchi e ricariche metalliche che conferiscono peso a ogni sparo, anche con altoparlanti di bassa qualità. Il frame rate rimane stabile, sebbene le esplosioni possano presentare qualche scatto.
La difficoltà è calibrata per sessioni di gioco in stile arcade, con checkpoint che richiedono concentrazione e ostacoli che spingono a cercare percorsi più strategici. I livelli sono abbastanza brevi da poter essere rigiocati, ma anche abbastanza lunghi da permettere di memorizzarne la struttura, rendendo plausibili le speedrun per gli appassionati. Un piccolo difetto è la ripetizione occasionale delle sagome dei nemici e la trama un po' troppo semplice. Ciononostante, ShadowForce cattura l'emozione dei giochi d'azione degli anni '90, dove lo slancio è importante quanto la mira. Per chiunque abbia apprezzato i frenetici sparatutto per DOS, offre una scarica di adrenalina appagante e grintosa.